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La storia della regione turistica Plan de Corones

BrunicoAncora oggi alcune rovine e reperti testimoniano che il territorio attorno a Brunico, capoluogo della Val Pusteria, è un'antica zona di insediamento. La Val Pusteria ai tempi dei Romani era attraversata dalla Strada d'Alemagna, che collegava Aquileja con la capitale della provincia di Rezia, Augusta Vindeticorum, oggi Augsburg.
Questa importante strada di collegamento era sorvegliata da basi militari, come a San Lorenzo. Oggi proprio lungo la statale, presso Castel Badia, si trovano resti di mura dell'insediamento Sebatum e anche una riproduzione di una pietra miliare.

Brunico fu documentata per la prima volta nel 1256. Fu fondata dal vescovo Bruno di Bressanone come insediamento fortificato dei vescovi, in un periodo nel quale la chiesa e le autorità temporali combatterono aspre guerre per la supremazia. Nel 1271 la Val Pusteria passò ai Conti di Gorizia, che avevano la loro sede a Lienz nel Tirolo Orientale, fino al 1501, quando fu ceduta al Tirolo e all'Impero Asburgico. Difficili furono i tempi per la Val Pusteria soprattutto durante le Guerre napoleoniche attorno al 1809, quando l'esercito francese marciò in valle.

Durante la Prima Guerra Mondiale Brunico era il quartiere generale delle forze armate austriache, le Dolomiti attorno alla Val Pusteria la linea del fronte tra l'Austria e l'Italia. Dopo secoli di appartenenza alla monarchia asburgica la regione attorno a Brunico, come anche il resto dell'Alto Adige, con la fine della guerra passò all'Italia.

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Brunico, fondata dal vescovo Bruno di Bressanone, è stata documentata per la prima volta nel 1256.